Chi siamo/dove (non) siamo

Il castello delle uova si forma nel 2001 dalle ceneri dei BraindeaD, storica band della scena progressive rock siciliana.

Siamo qui ma non ci siamo. A Marsala, Trapani, Palermo, Petrosino, Mazara del Vallo, Milano, Calatafimi, Segesta, Scopello, Brescia, Berlino, Roma, New York.

Siamo dove non siamo.

Nel battito dissolto di una porta.

Nel sogno del cambiamento.

Il castello delle uova è uno spazio autonomo e indipendente, in cui i suoni possono prendere corpo diventando solidi e sciogliersi allo stato gassoso. I suoi potenti muri di cinta, le sue torri, i suoi contrafforti ci proteggono (o almeno tentano di proteggerci) dalla barbarie che è dentro di noi e che ci vive dentro, e tuttavia, nonostante la solida presenza di queste difese, il castello delle uova è anche uno spazio aperto in cui entrare e integrarsi, ridefinendo le proprie identità e la corte stessa.

Ma il castello delle uova è anche uno spazio che non c’è.

Appare, riappare; poi, di nuovo, a-sparisce e ri-asparisce.

Se il castello delle uova ri-asparisce oggi, nel 2020, è anche perché, in un momento buio come quello che stiamo attraversando, è necessario riflettere – anche attraverso i suoni – sulle macerie che il neoliberismo ha lasciato; ed è necessario ricordare, scavare nel passato per trovare possibili vie di fuga nel futuro, indagare sui traumi della storia per ricordare che proprio da essi germogliano le utopie e i sogni di rivoluzione.

La musica de il castello delle uova è fatta della luce del tramonto, perché il tramonto è il passaggio da una dimensione all’altra; perché da una luce che si spegne può nascere una nuova alba.

Il castello delle uova è formato da Abele Gallo (batteria), Pietro Li Causi (chitarre), Benny Marano (voce), Ambra Rinaldo (basso), Salvatore Sinatra (tastiere). Membri aggregati del gruppo sono Ninni Arini (voce), Nicolò Ratto (chitarra ritmica dal vivo).